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IRIDOLOGIA: DEFINIZIONE E METODO
L'iridologia è la lettura della morfologia e del cromatismo
dell'iride come fonte di informazioni relative all'organismo nella sua
integrità:aspetti psichici e fisici ereditari,costituzionali ed
acquisiti,sia normali che patologici.
L'indagine iridologica permette quindi di delineare un quadro
completo del soggetto esaminato che comprende caratteristiche e
condizioni generali ( personalità, vitalità, difese immunitarie, stress
ecc.) e condizioni di singoli apparati ed organi, patologie pregresse e
patologie in atto.
L'iridologia permette quindi: una diagnosi psicologica, una
diagnosi biotipologica o di costituzione, una diagnosi energetica, una
diagnosi d'organo.
In passato l'iridologia era utilizzata soprattutto per le
diagnosi d'organo e i vari autori avevano elaborato mappe di proiezione
degli organi sull'iride tanto dettagliate quanto controverse.
Nel corso del tempo, pur non trascurando le localizzazioni, si è
sviluppato l'orientamento interpretativo volto a cogliere le
caratteristiche generali del soggetto (ereditarietà, tendenze,
predisposizioni, terreno, energia, età biologica, aspetti psichici) in
armonia con una concezione veramente olistica e sistemica dell'iridologia.
Questo comporta numerosi vantaggi:
1) Le diagnosi d'organo oggi sono possibili (con maggiore
precisione e certezza, rispetto a quanto si ottiene abitualmente con
l’esame iridologico, con costi accessibili e scarsi inconvenienti) con
le metodiche moderne di diagnosi per immagini: ecografia, tac, risonanza
magnetica ecc. Nessuna di queste metodiche può darci invece informazioni
sulle caratteristiche generali del soggetto esaminato ( ereditarietà,
tendenze ecc) : viceversa, in questo campo d’indagine l'iridologia si
trova ad operare nella sua sfera di elezione.
2) Sviluppando una diagnosi olistica e sistemica l'iridologia
risponde alle esigenze delle terapie e delle metodiche naturali, che
richiedono informazioni su aspetti generali dell'individuo, considerato
una unità, e non sulle condizioni dei singoli organi: queste interessano
soprattutto alla medicina ufficiale, che le ricerca con le suddette
metodiche moderne.
3)La diagnosi olistica non è una diagnosi che rientra nella
preparazione e nella tradizione della medicina accademica e non è volta
ad individuare malattie ma squilibri generali, e insufficienze
energetiche, e questo non per curare, ma per programmare una qualità di
vita più confacente al soggetto esaminato.
L’iridologia solistica, non essendo una diagnosi di malattie, non
essendo orientata alle cure mediche, può essere utilizzata anche da
non medici
Cos'è
l'iridologia?
Come è noto lo
scopo scientifico dell'iridologia è quello di studiare la morfologia e le
alterazioni cromatiche dell'iride per trarre indicazioni sulle tendenze
patologiche o sui fenomeni morbosi in atto.
La sua storia è antica quanto la storia della
medicina e non è affatto casuale che il greco Ippocrate, agli albori della
scienza medica, affermasse “Tali sono gli occhi, tale è il corpo”.
Grande attenzione all'occhio, nei suoi
complessi legami con il corpo umano, fu prestata - ormai nell'età moderna
- da Paracelso nel XVI secolo: sebbene ostacolato nella diffusione dei
suoi studi dal mondo accademico e dalla Chiesa, lo scienziato di Basilea
rivoluzionò le basi teoriche della scienza medica collegandola alle
conoscenze chimiche e biologiche del suo tempo. In uno dei suoi
innumerevoli scritti affermò: “Considerate l'occhio nella testa, con quale
arte è costruito e come il corpo ha impresso così meravigliosamente la sua
anatomia nella sua immagine”. Nel secolo successivo il fisiologo Meyens
descrisse l'iride nelle sue componenti in relazione alle parti anatomiche
del corpo umano.
Avvenne però solamente nell'Ottocento che, ad
opera del medico ungherese Ignaz von Peczely, l'iridologia trovò i suoi
fondamenti scientifici contemporanei. Nel 1881 fu infatti pubblicato il
primo testo dedicato alla diagnosi scientifica oculare.
Nei primi anni del Novecento l'interesse per
la scienza iridologica si manifestava in maniera diffusa. Nel 1923 in
Francia il medico omeopata Léon Vannier pubblicò un importante testo
scientifico seguito due anni dopo da un altro medico francese: Léon
Walter. In breve, a partire da quegli anni, si svilupparono numerosi
altri studi in tutta Europa e si formarono delle vere e proprie scuole
all'interno di ogni Paese, ognuna con caratteristiche proprie.
In Germania si sviluppò una scuola che, ancora
oggi, privilegia un indirizzo organicista e cioè studia in maniera
approfondita le connessioni tra le alterazioni funzionali e organiche dei
soggetti individuandone la parallela manifestazione a livello iridale.
In Francia viene invece privilegiata la
dimensione naturopatica legata alle cognizioni di agopuntura e
auricolomedicina, sviluppando talvolta tematiche originali come nel caso
della iridonevraxologia di De Bardo.
Di grande rilievo infine la scuola che si č
sviluppata negli Stati Uniti per opera di Bernard Jensen che ha
sottolineato l'importanza dell'apparato gastroenterico nella genesi della
maggior parte delle patologie ed ha privilegiato un approccio di tipo
nutrizionistico e dietetico.
Attualmente in Italia la scuola di padre
Emilio Ratti segue l'impostazione concettuale tedesca ma adattandola ad
un'interpretazione più originale che si basa sulla sua lunga esperienza.
Accanto a questa impostazione si è sviluppata
quella di Siegfried Rizzi che si fonda sulle importanti scoperte fatte in
materia di iridologia topografica, sottolineando il significato clinico
dell'orlo pupillare interno (una zona retinica che si trova tra la pupilla
e l'iride). In particolare ne viene fatto risaltare il ruolo di rilevatore
indiretto dell'assetto psicoimmunitario del soggetto nonché della dinamica
osteovertebrale; in pratica ci si trova di fronte a importanti elementi
che forniscono indicazioni sullo stato delle difese interne e sulla
colonna vertebrale.
Il ruolo dell'iridologia nella diagnostica č
paragonabile a quello della bussola per l'orientamento nella navigazione.
Attraverso di essa è possibile ricavare una
serie di indicazioni che, completate dalle tecniche di indagine
convenzionali e consuete e dalla conoscenza professionale, conducono ad
una diagnosi dello stato di salute del paziente.
IRIDOLOGIA

L'iridologia è l'arte che
studia il linguaggio dei segni dell'iride.
L'iride è la parte
colorata dell'occhio e, quando si creano condizioni di malattia nella
persona, in essa compaiono segni grafici o cromatici. L'occhio parla del
sistema psicosomatico a cui appartiene modificando la sua struttura, in
modo particolare quella dell'iride.
L'iridologo non è altro che
un interprete che conosce il linguaggio delle iridi, e quindi può
leggere in esse dei messaggi che è in grado di decodificare, al fine di
conoscere lo stato globale di salute della persona.
Si può immaginare il
sistema uomo come un computer, dotato di unitą di elaborazione centrale
e di strutture periferiche di input/output.
Nell'essere vivente, in
genere, le strutture di input (quelle che ricevono i messaggi) e la
strutture di output (quelle che trasmettono i messaggi) sono
coincidenti; la pelle, per esempio, è una struttura di input/output,
perché è il confine che segna il limite tra il nostro corpo e l'ambiente
circostante. Tramite la pelle possiamo avvertire le variazioni di
temperatura ambientale (input), ma possiamo anche trasmettere
all'ambiente le informazioni relative alla nostra temperatura corporea
(output).
Anche l'occhio, in misura
forse maggiore di qualunque altro organo, è una struttura di
input/output:
riceve informazioni che
trasmette all'unitą centrale di elaborazione, il cervello, che da
questa, una volta elaborate, vengono ritrasmesse all'occhio. Un esempio
può essere dato dall'adattamento dell'occhio alle condizioni di luce: la
luce viene trasformata in segnale elettrico che, attraverso il nervo
ottico viene inviato al cervello dove viene analizzato, e dal cervello
torna verso l'occhio un segnale, che agendo sui muscoli dell'iride,
consente l'apertura o la chiusura del foro pupillare, al fine di
consentire la miglior visione nel modo più confortevole possibile.
Per mezzo dello stesso
meccanismo appena descritto, l'iride da indicazioni sullo stato di
salute.
Il sistema psicosomatico
che costituisce l'essere umano invia continuamente messaggi sul suo
stato al cervello, il quale elabora le informazioni e emette la risposte
adattative necessarie istante per istante. Alcune di queste risposte non
hanno solo lo scopo di creare un adattamento automatico della situazione
psicofisica, ma sono segnali che il cervello invia al sistema
psicofisico di cui fa parte, affinché questo generi attraverso un atto
di volontà la situazione necessaria in quel momento.
Un esempio classico di
tale tipo di messaggio č la stanchezza; quando l'organismo scende al di
sotto di determinati livelli energetici ci sentiamo stanchi, avvertiamo
la necessità di riposare ed il riposo, appunto, è il meccanismo
attraverso il quale l'organismo può riequilibrarsi rigenerando le
proprie energie. Lo stesso tipo di discorso vale anche per la fame, la
sete ecc.
Ma non sempre le
indicazioni, i segnali di allarme che il cervello invia sono così
chiari.
Tutti hanno sentito
parlare, credo, della riflessologia plantare, cioè di qual metodo di
diagnosi e terapia che si basa sull'osservazione e la manipolazione
della pianta dei piedi; In questo caso il cervello invia dei segnali
circa la funzionalità dell'organismo in specifiche aree della cute dalla
pianta dei piedi e il terapeuta, attraverso l'osservazione ed il tocco
può capire cosa non sta funzionando in quell'organismo.
La pianta del piede, è
stata suddivisa in varie zone, ognuna delle quali corrisponde ad uno
specifico organo o funzione; agendo su una di queste zone specifiche
attraverso la manipolazione, si tratta l'organo o la funzione
corrispondente per via riflessa, cioè, agendo su un punto lontano
dall'organo malato č possibile riequilibrarlo per mezzo di una
variazione dei flussi, delle polarità e delle intensità dell'energia.
Lo stesso discorso vale
per le iridi.
I segnali inviati dal
cervello per indicare la funzionalità del sistema psicofisico hanno
nelle iridi una complessità ed una completezza unica; nessun altra zona
del corpo può dare cosi tante e minuziose informazioni, che hanno
numerosi riferimenti contemporanei sui vari livelli bio-funzionali del
sistema uomo.
L'iridologia ha
origini molto antiche.
I soliti cinesi ed
il solito Ippocrate, ma anche ebrei ed egizi, sapevano trarre
indicazioni diagnostiche e divinatorie dall'osservazione degli occhi,
mentre nella "civilissima Europa, culla di ogni processo evolutivo e di
ogni progresso", sarà solo nel rinascimento che un originale studioso,
Giovan Battista Dalla Porta, scriveva un trattato in molti volumi circa
la fisiognomica, cioè di quell'arte di osservare la fattezze fisiche
degli esseri umani per trarne ogni sorta di informazione, anche e
soprattutto di tipo psicologico e medico.
All'osservazione
delle fattezze e dei segni che sono evidenziati dagli occhi il Della
Porta dedica un volume intero e ponderoso, nella cui introduzione dice:
"Sarebbe
stato assai convenevole che nel libro passato, dopo il trattato
delle ciglia, si fosse trattato degli occhi; ma poiché il trattar
degli occhi č il maggiore e più importante negozio (1) di
tutta la Fisionomia, e bisogna trattar di loro più lungamente, gli
abbiamo ridotti in questo luogo (2), e daremo loro un
libro particolare.
Sono gli
occhi veramente fra le nobilissime parti di tutto il corpo umano le
principalissime, poiché i principali segni della Fisionomia si
traggono dalli occhi. (...) Alcuni han chiamato gli occhi porte
dell'Anima, poiché come da certe porte così fuori balena l'anima.
(...) Dice Losso riferendo Alberto: la perfezione della Fisionomia
si toglie (3) dagli occhi, et i segni che dalli occhi si
togliono sono i pił veri et i pił gagliardi (4) di tutti
quelli che si togliono dal volto; e quando i testimon (5)
degli occhi s' accordan con quelli del corpo, allora son verissimi:
ma se quelli degli occhi discrepan (6) dagli altri, allor
devi lasciar gli altri et attaccarti (7) a quelli degli
occhi."
Per vedere
rifiorire interesse per l'osservazione iridologica, occorre, dai tempi
di Della Porta, attendere sino alla fine del secolo scorso, quando il
medico ungherese Ignaz Von Paczely e lo svedese Niels Liljequist
pubblicano rispettivamente "Avviamento alla diagnosi oculare" e
"Oegendiagnosen", testi nei quali i due medici riferiscono le loro
osservazioni ed esperienze circa la diagnosi iridologica.
Questi due autori
sono considerati a buon diritto i padri della moderna iridologia.
Da allora in
avanti, in un rapido susseguirsi di studi e scoperte, l'iridologia si
diffuse in tutto il mondo occidentale.
Particolare rilievo
assume l'opera di Leon Vannier che nel 1923 pubblica in Francia "La
diagnosi delle malattie attraverso l'occhio", e le opere dei tedeschi
Schnabel, Deck, Angerer, dei francesi Jausas e Rubin e dell'americano
Bernard Jensen.
L'iridologia in
Italia fa la sua comparsa, come al solito in ritardo, verso gli anni
sessanta ad opera di L. Costacurta, che ripropone le teorie iridologiche
e salutistiche del sudamericano Lazaeta Echaran.
Rotto il ghiaccio,
da allora l'iridologia italiana si č mossa rapidamente apportando
contributi notevoli all'iridologia mondiale, in particolare attraverso
l'opera di S. Rizzi, di A.Torti, di E. Di Spazio, di F. Torresin e di,
infine, S. Magnano.
La scuole
iridologiche principali sono attualmente quella tedesca, quella
francese, quella americana, e quella italiana, la quale sta acquisendo
contorni sempre pił specifici ed originali.
Le differenze tra
le varie scuole sono non solo di metodo, ma anche di principio:
la scuola tedesca
si situa molto vicino alle posizioni della medicina accademica, essendo
ad indirizzo prevalentemente organicistico;
la scuola francese
ha un indirizzo di tipo omeopatico ed energetico;
la scuola americana
ha un indirizzo prevalentemente nutrizionistico e naturopatico.
L'emergente scuola
italiana ha invece un indirizzo olistico, in quanto considera in modo
originale il malato, riconoscendogli una valenza psicosomatica ed
emozionale, per cui, accanto alla valutazione dei sistemi organici
colloca la valutazione dei sistemi psichici ed energetici: da questo
scaturisce una visione sintetica del malato piuttosto che della
malattia, dal che scaturisce un metodo di cura integrato che considera
insieme omeopatia, nutrizione e terapie energetiche. In effetti pare che
attualmente la scuola iridologica italiana sia ben apprezzata a livello
mondiale.
Il bulbo oculare é
costituito da tre strati sovrapposti di tessuto. La parte pił esterna
viene chiamata sclera, ed e quella aperte che comunemente viene detta
"bianco degli occhi"; al centro della parte anteriore della sclera
è
situata la cornea, che è un tessuto trasparente e non vascolarizzato che
della sclera fa parte, la quale ha il compito di consentire il passaggio
dei raggi luminosi.
La seconda
membrana, che si trova al di sotto della sclera, assume il nome di
coroide e nella sua parte centrale anteriore, in una zona che
corrisponde anatomicamente alla collocazione della cornea, da forma
all'iride, tessuto che è fortemente vascolarizzato ed innervato.
Il terzo strato, il
pił interno, è la retina che è sensibile alla luce che trasforma in
segnali elettrici, i quali inviati al cervello tramite il nervo ottico,
ci consentono di vedere.
Gli occhi si
possono considerare un' estensione del cervello, il principale dei suoi
sensori esterni, infatti durante il processo di formazione del feto,
occhi č cervello sono una struttura unica che si origina dallo stesso
foglietto embrionale 8).
In iridologia non
si leggono solo i segni dell'iride, ma anche i segni pupillari,
importantissimi, ed i segni espressi dai vasi sanguigni della sclera, ma
l'iride resta il principale libro in cui leggere lo stato di salute del
soggetto.

L'iride è una struttura circolare, posta
dietro la cornea ed anteriormente al cristallino.
Al centro dell'iride si trova un'apertura
circolare, la pupilla, che permette il passaggio dei raggi luminosi e ne
regola l'intensità per mezzo dei muscoli ciliari, che fanno parte
dell'iride e che consentono i movimenti di apertura e chiusura della
pupilla.
L'iride ha un diametro di circa 12
millimetri ed uno spessore medio di 0,3 millimetri, che non č uniforme
su tutta l'iride.
Essa è anatomicamente suddivisa in due parti concentriche, l'iride
pupillare, quella pił interna, e l'iride ciliare, all'esterno. L'iride
risulta formata da tre strati di tessuto sovrapposto, che dalla faccia
anteriore alla posteriore sono: l'endotelio, lo stroma e l'epitelio;
l'endotelio è la parte anteriore dell'iride, quella visibile e colorata,
lo stroma è la parte intermedia ed è costituita da tessuto connettivo
fortemente vascolarizzato ed innervato e contiene il muscolo che
consente alla pupilla di restringersi, mentre l'epitelio, che
sostanzialmente č una continuazione della retina è composto da due
foglietti colorati, che in corrispondenza della pupilla formano il
margine pupillare.
Lo strato esterno
dell'epitelio forma il muscolo dilatatore della pupilla.
Il muscolo dilatatore ed il muscolo
costrittore della pupilla sono innervati dal Sistema Nervoso Autonomo.
SUDDIVISIONE
TOPOGRAFICA DELLE IRIDI.
Le iridi vengono convenzionalmente
suddivise i settori circolari e radiali.
Settori circolari
Secondo le Scuole, il numero dei settori circolari varia da sette a nove;
in questo caso considereremo la suddivisione in nove settori, che consente
una lettura pił approfondita.
A partire dalla
pupilla possiamo distinguere, proprio a contatto con essa, il primo
anello: l'Orlo Pupillare Interno (O.P.I.), che alcune scuole chiamano
anche Anello Metabolico.
Questo anello è
sempre presente nella persona sana, mentre nelle persone che soffrono di
disturbi subisce modificazioni di forma e consistenza, sino a giungere
alla completa scomparsa. L'O.P.I. indica il grado di vitalità
dell'organismo, le sue capacitą di recupero quando malato, lo stato
energetico del soggetto. La presenza, la consistenza, la forma o
l'assenza di questo primo anello, sono un preciso indicatore dello stato
diatesico della persona, in stretta relazione con le fasi della Sindrome
di Adattamento Generale di Selay. Le fasi dello stress sono tre, ma le
diatesi corrispondenti sono quattro, in quanto la fase di resistenza
della S.A.G č stata suddivisa in due fasi, ognuna delle quali è
corrispondente a patologie di grado diverso. Le diatesi sono indicate
secondo le seguenti corrispondenze:
fase di allarme 1°
diatesi
organismo
iperreattivo - allergie per eccessivo funzionamento del Sist. Imm.
fase di resistenza
1 2° diatesi
organismo
iporeattivo - allergie per scarso funzionamento del Sist. Imm.
fase di resistenza
2 3° diatesi
organismo
disreattivo - distonia del S.N.A, del sistema endocrino, disagi
psicosomatici
fase di
esaurimento 4° diatesi
organismo
areattivo - sono compromessi tutti i sistemi e le funzioni. Depressione
psichica, fisica, nervosa, endocrina e immunitaria
Da quanto detto,
si evidenzia il fatto che l'O.P.I. consente anche la valutazione dell'Età
Biologica del soggetto, cioè di quanto l'organismo sia vecchio in realtà,
in relazione alla consunzione psicofisica prodotta dallo stress.
Fortunatamente le età biologiche sono spesso riallineabili all'età
anagrafica. Solo nel caso di malattie lesionali non reversibili, l'età
biologica non è modificabile.
Il secondo anello
che si considera, e adiacente all'O.P.I. ed è l'anello della funzione
gastrica. Il suo colore varia di totalità ed intensità in relazione al
buono o cattivo funzionamento dello stomaco.
Il terzo anello č
praticamente tutt'uno con il precedente ed è l'anello indicatore della
funzione intestinale; le modificazioni a cui va incontro sono uguali a
quelle dell'anello gastrico, ma più marcate, e quasi sempre oltre alle
differenze di colore si notano segni grafici che indicano problemi di
forma fisica dell'intestino.
Di fatto l'anello
gastrico e quello intestinale si leggono insieme.
Il quarto anello
viene chiamato siepe, collaretto, Anello del Sistema Nervoso Autonomo
(A.S.N.A.), a seconda degli autori e delle scuole. In effetti questo
quarto anello viene a trovarsi esattamente dove si congiungono l'iride
pupillare (interna) e l'iride ciliare (esterna); nel punto di congiunzione
l'iride forma un rilievo che viene chiamato Angolo di Fuchs e che puņ
avere diversi profili. L'A.S.N.A si adagia proprio sopra questo profilo,
per cui questi due segni vengono valutati insieme, dando così una precisa
immagine della capacità e modalità di reazione del Sistema Neuro
Vegetativo.
Il quinto anello è
quello che indica lo stato delle ghiandole endocrine, e non a caso è
adiacente all'A.S.N.A., infatti il funzionamento delle ghiandole endocrine
è in stretta relazione al funzionamento del Sistema Neuro-Vegetativo. I
segni che questo anello esprime sono cromatici. ma pił spesso sono segni
grafici, come la separazione delle fibre iridee.
Il sesto anello
viene definito Anello degli Organi, poiché in questa ampia fascia di iride
vengono collocate le proiezioni di tutti gli organi del corpo. Per una
lettura accurata occorre valutarlo con l'aiuto della suddivisione
settoriale dell'iride.
Il settimo anello
indica il funzionamento del sistema linfatico e circolatorio.
L'ottavo anello è
la proiezione del sistema cutaneo, cioè della pelle, ed è l'anello che
occupa la parte pił esterna dell'iride.
Il nono anello non
è collocato sul disco irideo, ma proprio sul confine tra iride e sclera. I
segni che questo anello evidenzia sono solo di tipo cromatico e sono
sempre da mettere in relazione con gli altri segni rilevati dall'iride.
L'Anello Irideo Esterno (O.I.E.) puņ dare indicazioni sia di tipo somatico
che psichico.
Di tutti gli
anelli descritti, solo due devono essere sempre presenti, in quanto indice
di buona salute:
L'O.P.I. e
l'A.S.N.A. . Tutti gli altri compaiono solo quando l'organismo è, in
qualche modo, più o meno scompensato.
Settori radiali
Per quanto
riguarda la suddivisione in settori, si puņ immaginare l'iride suddivisa
in quattro quadranti: uno superiore, che ha grossolanamente a che fare con
la testa, uno inferiore che viene messo in relazione con gli organi del
basso ventre e con gli arti inferiori, e due laterali che sono in
relazione con gli arti superiori e gli organi della cavità toracica.
Per maggior
comodità di definizione ognuno di questi quadranti č stato ulteriormente
suddiviso in tre settori, per un totale di dodici settori; ognuno di essi
viene indicato con le ore dell'orologio, partendo dalle ore 12 in alto e
leggendo i settori in senso orario, ritornando quindi alle ore 12, da cui
si era partiti.
Particolare
rilievo assume la lettura dei settori circolari, poiché consente una
valutazione del terreno del soggetto, della sua evoluzione diatesica e del
suo stato P.N.E.I. (Psico-Neuro-Endocrino-Immunitario), consente cioè una
visione globale e quindi olistica dell'intero sistema uomo.
La lettura dei
settori radiali, consente invece di valutare le singole patologie
d'organo, che non necessariamente rappresentano il problema causale della
malattia, ma spesso solo la sede di espressione dei sintomi; pertanto
questa lettura sarebbe priva di senso nell'ottica delle terapie olistiche,
in quanto da sola non consentirebbe di capire la vera causa della
malattia.
Infine non va
dimenticata la grande importanza che rivestono i segni pupillari, che
forniscono importanti indicazioni sullo stato psicofisico del soggetto.
La pupilla può
variare di diametro, può essere più o meno reattiva, puņ avere o non avere
un movimento autonomo di dilatazione e contrazione pił o meno ritmica,
chiamato Hippus, può essere centrata nell'iride o essere eccentrica, può
avere deformazioni della sua circonferenza, assumere forma ellittica o
essere compressa da un lato, con vari orientamenti e disposizioni degli
assi di deformazione; tali alterazioni della pupilla possono essere
bilaterali oppure no, possono essere messe i relazione a patologie
somatiche o psichiche ecc.
E certamente
chiaro, ora, quale complessità di segni e quindi di informazioni siano
presenti negli occhi ed in particolare nelle iridi, davvero specchio
dell'anima, ma non di meno, anche del corpo.
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