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Un semplice esercizio di rilassamento
Volete riuscire a
rilassarvi in un tempo relativamente breve e senza aver bisogno di una
situazione particolare di contorno e senza doversi trovare in
un'ambientazione particolare?
Vi suggerisco allora un
paio di esercizi molto semplici e che potete tranquillamente fare a casa o
addirittura in ufficio e che vi porteranno via solo una quindicina di
minuti.
Praticamente il tempo
della pausa caffé
Con questo esercizio,
in poco tempo riuscirete a trovare una piacevole condizione di rilassamento
che vi farà sentire liberi da tutte quelle tensioni che ogni giorno ci
circondano e ci condizionano.
Quante volte vi sarà
capitato di accorgervi, nonostante non siate consciamente in una situazione
di tensione, di avere le spalle alzate e quindi, contratte ?
Se non vi è mai
capitato, o siete veramente delle persone naturalmente rilassate ( ed in
questo caso potete saltare sicuramente questa parte del sito ) o, più
probabilmente, non ve ne siete mai resi conto. Provate a farci attenzione,
vedrete che ho ragione.
Esercizio 1
Trovate una posizione
che sia per Voi la più confortevole possibile ( sdraiati sulla schiena
sarebbe meglio, ma lo potete fare solo se siete a casa ), può essere
sdraiata o anche seduta, evitate però di farlo in piedi, in quanto il
nostro corpo in piedi, necessità necessariamente di una certa contrazione
muscolare per rimanere eretto.
Ora chiudete gli
occhi e lasciate cadere liberamente il vostro corpo verso il basso, usando
semplicemente la forza di gravità.
Lasciate che ogni
singola parte del vostro corpo incominci tranquillamente e naturalmente a
rilassarsi.
Focalizzate la vostra
attenzione sul vostro piede destro e "sentite" che si sta rilassando,
cominciate a sentire una piacevole sensazione di peso, i muscoli del
vostro piede sono sempre più rilassati e voi cominciate a perdere in
qualche modo la sensazione tattile del piede
Ora passate a
focalizzare l'attenzione sulla vostra gamba destra che si sta sempre più
rilassando, guardate con gli occhi della mente la vostra gamba ... la
vostra coscia .. e percepite che i muscoli si stanno naturalmente
distendendo e rilassando, continuate a sentire quella piacevole sensazione
di peso, che lentamente si sta diffondendo in tutto il corpo.
Focalizzate la vostra
attenzione alla vostra mano destra e lasciate che sia completamente
rilassata, ... le dita sono rilassate ... il polso è rilassato, nessun
muscolo si sta muovendo e voi, percepite , con gli occhi della mente, che
ogni muscolo del vostro corpo si sta rilassando occupando tutto lo spazio
disponibile.
Passate ora al vostro
addome e quindi alle vostre spalle, rilassando ad uno ad uno ogni vostro
muscolo, sentendo letteralmente che la tensione mi abbandona.
Passate ora al vostro
collo ed al vostro viso, la fronte si rilassa, gli occhi si rilassano, le
guance si rilassano, la bocca ed il mento si rilassano.
Lo stesso tipo di
esercizio mentale deve essere fatto anche per gli arti sinistri del corpo
alternativamente a quelli destri, e quindi
Piede destro e piede
sinistro - gamba destra e gamba sinistra - mano destra e mano sinistra -
braccio destro e braccio sinistro - pancia - addome - spalle e collo -
viso
Esercizio 2
Questo esercizio è
più fisico, è consiste nel fare appunto dei movimenti atti a renderci
maggiormente consapevoli della differenza che esiste tra uno stato di
rilassamento ed uno stato di tensione
Sdraiatevi sulla
schiena ( o state comodamente seduti ) ed iniziate la stessa pratica
dell'esercizio precedente, solo fatelo molto più in fretta.
Dopo un minuto circa
dovreste essere fisicamente abbastanza rilassati.
A questo punto voglio
che simultaneamente contraiate tutti i muscoli del vostro corpo
Contraete i vostri
piedi e le vostre gambe
Contraete i vostri
addominali ed i vostri pettorali
Contraete le vostre
spalle ed il vostro collo
Stringete fortissimo
i vostri pugni e contraete le vostre braccia alzandole leggermente
Contraete anche la
vostra faccia
MANTENETE LA
CONTRAZIONE PER 5-6 SECONDI
Rilassate
completamente e nello stesso momento tutti i vostri muscoli, facendo
ricadere a terra le vostre braccia
Cercate adesso di
sentire il vostro corpo e di percepire la differenza tra la precedente
sensazione di contrazione e l'attuale stato di rilassamento
Ripetete l'esercizio
4-5 volte finchè il vostro corpo non vi trasmetterà una sensazione di
piacevole rilassamento e leggerezza
ATTENZIONE
DURANTE GLI ESERCIZI DI RILASSAMENTO E' NORMALE CHE I RITMI CARDIACI E DI
RESPIRAZIONE RALLENTINO
CONSEGUENTEMENTE E' POSSIBILE AVVERTIRE UNA LEGGERA SENSAZIONE DI FREDDO -
QUESTO E' ASSOLUTAMENTE NORMALE
IN
OGNI CASO NON E' MALE AVERE A PORTATA DI MANO QUALCOSA PER COPRIRSI, IL
RILASSAMENTO DEVE ESSERE SEMPRE QUALCOSA DI PIACEVOLE.
UN'ALTRA IMPORTANTE COSA DA RICORDARSI E' QUELLA DI ALZARSI SEMPRE MOLTO
LENTAMENTE, DANDO IL TEMPO AL NOSTRO CORPO DI ADEGUARSI ALLA NUOVA
CONDIZIONE ERETTA ED HAI NUOVI RITMI
Parliamo ora dello
stress.
Cos'è questa strana e terribile cosa
che ci accompagna praticamente ogni giorno della nostra vita e che è
divenuta una parola estremamente comune ?
Non è altro che una normale reazione
dell'organismo a stimoli esterni, che semplicemente bisogna imparare a
gestire.
Il termine stress è purtroppo molto
spesso usato in modo non appropriato
Nella nostra vita riceviamo
continuamente degli stimoli esterni, oggi molto più che in passato, che
possono essere sia positivi che negativi a secondo della situazione e
delle singole persone.
Lo stress non è altro che la
reazione del nostro organismo a questi stimoli " stressanti ".
Una nota medico-tecnica (
tratta da un sito specifico di medicina )
In condizioni di stress acuto, di
una certa intensità, nell’organismo si attivano: il sistema endocrino, il
sistema nervoso vegetativo (o autonomo) ed il sistema immunitario.
· Il sistema endocrino reagisce
immediatamente alle situazioni di stress improvviso, modificando la
produzione di diversi ormoni: aumentano adrenalina e noradrenalina
(catecolamine), il cortisolo, l’ormone della crescita (GH), la prolattina,
più lentamente si innalzano gli ormoni tiroidei. Gli ormoni sessuali
tendono ad abbassarsi, la glicemia tende ad aumentare, come pure
colesterolo e trigliceridi.
· Il sistema nervoso vegetativo
reagisce immediatamente producendo adrenalina e noradrenalina per attivare
l’organismo e prepararlo a fronteggiare o ad evitare al più presto la
situazione stressante.
· Il sistema immunitario è molto
sensibile allo stress. In una fase iniziale potremo avere una diminuzione
della risposta immunitaria. Successivamente è più facile avere un aumento
della produzione degli anticorpi (immunostimolazione reattiva).
Quando la reazione agli stimoli (
che è fondamentale perchè ci permette di adattarci alle varie situazione
nelle quali ci veniamo a trovare ) è esagerata o si mantiene per periodi
troppo prolungati nel tempo, Quando invece la reazione di stress è troppo
intensa o lo stimolo negativo è prolungato (stress cronico), le variazioni
ormonali descritte possono diventare stabili, predisponendo l’organismo a
problemi psicologici anche gravi ed a malattie psicosomatiche. In questi
casi si parla di stress cronico. Tale situazione a lungo andare determina
una diminuzione delle nostre capacità di risposta e di adattamento, la
cosiddetta sindrome da esaurimento.
Come mai non tutti
consideriamo stressanti le stesse situazioni o esperienze?
Perché alcune persone sono prese
dall’ansia all’idea di prendere un aereo ed evitano di volare, mentre per
altre persone si tratta di un’esperienza anche molto gradevole
Per giudicare una situazione come
pericolosa è perciò necessario l’intervento dei nostri pensieri, cioè del
nostro sistema cognitivo.
Ognuno di noi, in presenza di una
situazione stressante fa dei pensieri che sono altamente personali; in tal
modo avrà una emozione da cui scaturirà un comportamento che potrà essere
di avvicinamento a tale situazione o di allontanamento.
Fermo restando la presenza di
situazioni oggettivamente più stressanti di altre, appare chiaro che
attraverso il pensiero, ognuno di noi può rafforzare un’esperienza
stressante o addirittura "crearsi lo stress" sulla base di stimoli a
minima connotazione "negativa".
Talvolta la situazione di stress può
provenire anche dall'interno a causa di situazione "create" da noi stessi,
quali idee impossibili da realizzare, sogni impossibili che si perseguono,
immaginazioni negative. (es. "se nel corso della mia vita non sono sempre
al 100% dando il massimo in ogni momento, senza mai riposarmi, allora sono
un buono a nulla senza un futuro" o ancora dare un'importanza esagerata a
cose che si sono importanti ma non fondamentali per la nostra esistenza ad
esempio " domani ho un esame, se non lo passerò per me sarà una vera
tragedia, una cosa terribile". Bisogna imparare a dare il giusto peso alle
cose.
Abbiamo già visto come lo stress
"negativo" non sia altro che una risposta emotiva a delle particolari
situazioni ambientali, filtrate attraverso il nostro modo di pensare. Tali
risposte emotive di stress possono essere chiamate in modo più preciso:
ansia, depressione, rabbia, colpa, ecc.
L'ANSIA
L’ansia è spesso un’emozione vaga e
molto sgradevole, essa è accompagnata da una serie di risposte fisiche
molto diverse da persona a persona, come irrequietezza, tensione muscolare
tachicardia, aumento della pressione arteriosa, aumento della sudorazione,
nausea, crampi allo stomaco, difficoltà respiratoria.
L'ansia può presentarsi in forma
acuta, sotto forma di crisi improvvise ed intense (attacchi di panico)
oppure in forma cronica, continua, sotto forma di preoccupazione esagerata
ed eccessiva nei confronti di qualsiasi cosa possa accadere (disturbo
d’ansia generalizzata).
L’ansia è come un segnale di allarme
che ci avverte di un pericolo incombente e quando si determinerà un
comportamento di risposta positivo tendente a ridurre il pericolo, l’ansia
sarà funzionale. Al contrario, quando questa sarà troppo frequente, sarà
disfunzionale e negativa.
L’ansia di solito non è riferibile a
qualcosa di preciso, mentre si parla di paura quando essa è collegabile ad
un oggetto o una situazione reale ben chiara (paura degli animali, del
sangue, ecc.).
La paura diventa fobia quando l’ansia dell’oggetto o
della situazione è talmente intensa da condurre ad evitare quel tipo di stimolo (es. fobia di volare in aereo).
Modernamente, si classificano tre
tipi di fobie.
LA
DEPRESSIONE
Anche nel caso della depressione,
siamo in presenza di una risposta emotiva specifica a stimoli provenienti
dall’ambiente esterno o da situazioni "interne" (ad es., immaginative) che
elaboriamo attraverso il nostro sistema di pensiero.
La depressione è però un disturbo,
che può divenire anche grave, dell’umore.
L’umore è quello stato emotivo di
base che colora le esperienze della nostra vita.
Normalmente il l'umore di ciascuno
ha raggiunto uno stato "medio" nel quale normalmente ci si trova e che può
essere molto diverso da persona a persona.
Sappiamo però come l’umore possa
modificarsi da un giorno all'altro, spesso da un momento all’altro nella
stessa giornata. Perciò, in certi momenti l’umore può essere abbastanza
elevato: ci sentiamo ottimisti e fiduciosi, e così riusciamo ad affrontare
con maggiore facilità situazioni anche difficili. Viceversa, in altri
casi, l’umore può essere moderatamente abbassato: vi è un senso di
tristezza, di inerzia, una certa difficoltà ad eseguire comportamenti più
complessi.
La tristezza è però ancora una fase
di breve durata, che può avere ognuno di noi di fronte a problemi di
difficile soluzione. Normalmente, la persona di solito è in grado di
reagire a tali problemi, trovando dentro di sé le giuste risorse per
affrontarli e risolverli.
Nella depressione invece,
l’abbassamento del tono dell’umore è notevole e tende a prolungarsi nel
tempo.
La depressione vera tende ad
influenzare sempre più in negativo il comportamento della persona, si
allarga occupando spazi sempre più ampi della personalità.
Uno degli aspetti più caratteristici
della depressione è la perdita dei normali interessi coltivati nella vita,
con incapacità a provare piacere e di interessarsi a qualsiasi cosa ed un
senso di mancanza di volontà; la persona tende ad isolarsi sempre più e
partecipa sempre meno alla vita familiare e sociale.
La persona inizia a trascurarsi e i
movimenti risultano scarsi, il volto è teso, la voce è bassa e con tono
lamentoso.
Altri sintomi possono essere la
debolezza e un senso di affaticamento, riduzione dell'appetito,
In generale, la depressione colpisce
in prevalenza il sesso femminile. Essa può presentarsi a tutte le età.
Le convinzioni fondamentali della
depressione sono raggruppabili in tre categorie principali:
- Visione negativa di sé
- Visione negativa del mondo
- Visione negativa del futuro.
Il circolo è vizioso, la persona
depressa è convinta che le cose gli andranno sicuramente male,
conseguentemente non si impegnerà a dovere nel perseguire un determinato
obiettivo o nell'intraprendere una qualche attività che quindi ovviamente
andranno male, aumentando ulteriormente lo stato di depressione
dell'individuo.
Tra i disturbi respiratori
collegabili allo stress ricordiamo la sindrome da iperventilazione.
L’iperventilazione consiste in un
respiro superficiale e molto rapido. E' spesso conseguenza a problemi di
ansia-stress.
in questo caso la respirazione
anomala determina modificazioni chimiche del sangue, con comparsa di
vertigini, palpitazioni, contratture muscolari, difetto di attenzione e
concentrazione.
Il lavoro è per molte persone una
notevole fonte di stress. Numerose ricerche hanno evidenziato che lo
stress determina la perdita di milioni di giornate lavorative ed è una
delle cause principali di infortuni sul lavoro. Inoltre, lo stress può
essere fonte di insoddisfazione lavorativa, di assenteismo e scarsa
produttività.
Lo stress nei luoghi di lavoro può
dipendere da diverse cause.
Le condizioni di lavoro.
Un posto di lavoro eccessivamente
rumoroso può rendere difficile la concentrazione e la comunicazione con i
colleghi. Per i lavori molto impegnativi dal punto di vista fisico sono
necessarie temperature più basse rispetto alle attività più sedentarie, in
quanto l’esercizio fisico genera calore.
Le caratteristiche del lavoro
Molte occupazioni sono piuttosto
rischiose, ad es. i poliziotti o gli artificieri, però non tutte le
persone occupate in queste attività subiscono particolari stress
lavorativi sia, perché i tipi "ansiosi" non intraprendono queste carriere,
sia perché gli addetti alla selezione del personale tendono a scegliere
candidati poco "emotivi". Un lavoro prolungato per diverse ore può essere
molto stressante. È scientificamente dimostrato che persone che lavorano
più di 48 ore settimanali presentano un rischio raddoppiato di morte per
malattie cardiache rispetto a quelle lavorano meno di 40 ore. Il rischio
aumenta ancor più se il ritmo di lavoro è molto sostenuto.
Il ruolo lavorativo
Il lavoro costituisce una potente
fonte di stress quando comporta forti e ininterrotte responsabilità nei
confronti di terze persone, per es., i conducenti di autobus, i
controllori di volo, il personale addetto alle ambulanze, medici e
infermieri.
I rapporti con gli altri
Il lavoro può risultare
particolarmente stressante quando i rapporti con superiori o colleghi sono
caratterizzati da competitività, scarsa considerazione, incomprensione o
ostilità. Lo stesso effetto può scaturire nelle situazioni in cui i
lavoratori non sono coinvolti nei processi decisionali, ma solo esecutori
passivi di direttive (a volte incomprensibili).
Le prospettive di lavoro. Le
prospettive lavorative future possono essere minacciate sia perché il
lavoro può non essere sicuro (pericolo di licenziamento), sia perché le
possibilità di avanzamento professionale possono essere minime o nulle,
con inevitabile frustrazione e stress.
Mancata realizzazione personale
Ogni persona è mossa dalla
motivazione, più o meno forte, dell’autorealizzazione, consistente nella
ricerca di un miglioramento personale e nell’ampliamento dei propri
orizzonti di vita. In tal senso, un impiego che, pur soddisfacendo le
esigenze base di autosostentamento, non è in grado di esaltare in pieno le
capacità individuali, può mostrarsi psicologicamente inappagante e
rivelarsi considerevole fonte di stress.
Mobbing
Il mobbing è una guerra psicologica
effettuata sul lavoro tramite attacchi psicologici ripetuti da parte dei
colleghi o dei datori di lavoro, allo scopo di eliminare una persona
ritenuta "scomoda", inducendola alle dimissioni o licenziandola. Il
mobbing può andare dall’emarginazione del lavoratore, alla critica
malevola, all’assegnazione di mansioni indecorose, tutti comportamenti
tali da comprometterne l'immagine professionale. La guerra psicologica può
dipendere da varie cause: antipatie da incompatibilità caratteriale,
invidia circa le capacità professionali del lavoratore, oppure, più
spesso, può essere motivata da strategie di ristrutturazione aziendale.
Il mobbing causa notevoli problemi
di stress a chi ne è vittima: stato d’ansia generalizzato, attacchi di
panico, depressione. Frequenti sono i disturbi psicosomatici: mal di
testa, vertigini, malattie gastrointestinali e cutanee.
Si calcola che nel nostro paese
soffra per mobbing oltre un milione di lavoratori.
In ultima analisi, il mobbing
danneggia anche l'azienda stessa, con calo della produttività nelle aree
di lavoro interessate dal fenomeno.
Disoccupazione
Se il lavoro è spesso fonte di
disagio emotivo, in genere uno stress ancora maggiore è determinato dalla
mancanza di lavoro.
A livello emotivo, la tensione
nervosa è particolarmente evidente nei mesi successivi la perdita
dell’impiego: in un secondo tempo i problemi diminuiscono, a causa di un
certo adattamento alle nuove condizioni di vita.
I fattori di stress derivanti dalla
disoccupazione sono diversi.
primo fra tutti è la diminuita
disponibilità economica, con conseguente preoccupazione di non riuscire a
far fronte alle varie scadenze finanziarie (spese fisse mensili per
alimentazione e alloggio, utenze, mezzi di trasporto, mutui, ecc.) e
comparsa di sentimenti di insicurezza in rapporto al futuro.
Per molti lo stato di disoccupazione
determina mancanza di scopi ed ambizioni. Questo senso di vuoto
esistenziale può essere molto stressante, soprattutto per le persone molto
attive
Chi resta a lungo disoccupato può
perdere una parte delle sue capacità professionali per il mancato uso, con
difficoltà di reinserimento nello stesso ambito lavorativo.
Le varie tecniche di rilassamento,
quali quelle orientali, il training autogeno o lo yoga sono efficaci per
la gestione degli effetti dello stress.
Non sono affatto rischiose e non
hanno controindicazioni, l'unica cosa è che la maggior parte richiedono un
periodo medio lungo di apprendimento affinchè divengano veramente
efficaci.
Alcune tecniche sono più adatte per
crisi acute e a breve termine, mentre altre sono più utili per il
trattamento di reazioni di stress destinate a perdurare nel tempo.
Ovviamente la soluzione migliore
sarebbe quella di ridurre o eliminare la fonte dello stress, ma questo
solo raramente è possibile. Bisogna quindi imparare a gestire le
situazioni stressanti al meglio.
Nella gestione dello stress, è di
primaria importanza il discorso delle preferenze personali: Quello che si
fa per ridurre lo stress, al di la dell'assunzione di specifici farmaci (
sul quale argomento non mi pronuncio in quanto incompetente in materia )
deve assolutamente essere il più piacevole possibile.
Un esercizio di rilassamento può
piacere e funzionare benissimo per me, ma non per te che stai leggendo,
che al contrario ne preferirai un altro.
Benissimo, non devi mai sforzarti di
fare quello che non ti piace, perchè alla fine ti stancherai e smetterai
di farlo.
QUALCHE
CONSIGLIO
- Ammettete il vostro problema di
stress o ansia. Ditelo a qualcuno. Dimostrerete intelligenza e avrete
salito il primo gradino nella ricerca della soluzione.
- Ragionate sul problema che vi crea
questo stato di stress. Convincetevi che probabilmente state dando troppa
importanza a certe situazioni.
- Soffermatevi a riflettere su quali
possano essere i pensieri effettuati su una determinata situazione, e
pensate a cosa potreste dire a voi stessi per stare meglio.
- Imparate "l’arte della pausa", es.
lasciare un lavoro a metà per poi riprenderlo il giorno dopo, e "l’arte
della lentezza", assaporando le sfaccettature della vita (parlare adagio,
camminare osservando quanto di bello può esserci intorno, gustare il
sapore dei cibi, ecc.)
- Attenzione agli obiettivi che vi
siete posti, scremate quello che potete e date la priorità solo alle cose
maggiormente importanti, anche per voi.
- Lavorate su voi stessi per
minimizzare l’impatto emotivo.
- Non abbiate paura di esprimere i
vostri sentimenti. Se avete vicino qualcuno che non vi apprezza quando
esprimete le vostre emozioni, valutate se è il caso di spostarlo dal
centro alla periferia del vostro mondo.
- Anche se i risultati che ottenete
sono solo parzialmente positivi, gratificatevi lo stesso.
- Ritagliatevi uno spazio dedicato a
voi nella vostra vita, almeno una volta alla settimana, Interessarvi di
qualcosa che vi piace , dedicarvi ad un hobby, e non guardate mai
l'orologio. Non dovete avere fretta quando vi state occupando di Voi.
- Riducete al massimo le costrizioni,
cercate nei limiti del possibile di fare solo ciò che vi piace.
- Dedicatevi ad una attività fisica
piacevole, poco importa quale sia, l'importante è che vi piaccia, meglio
se vi coinvolge con altre persone.
- Evitate sostanze eccitanti come
caffeina (eventualmente usando caffè decaffeinato), the, le bibite alla
cola e la cioccolata.
- Evitate alcolici: nonostante in
piccole quantità possa avere un effetto rilassante, l’alcool a dosi
superiori disturba il sonno ed aumenta lo stress.
- Eliminate il fumo: anche se in
apparenza sembra il contrario, già una sola sigaretta può determinare
effetti stressanti sull’intero organismo.
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