|
Il kizami zuki, letteralmente pugno
improvviso, è una delle tecniche da combattimento più efficaci ed al
tempo stesso pericolose.
La tecnica consiste nella distensione del braccio anteriore
con la rotazione del polso, il tutto ovviamente anticipato dal movimento di
gambe che "spingono" in avanti la tecnica.
Trattandosi di una tecnica da combattimento partiremo da una guardia
"libera".
La dinamica del movimento sarà la seguente:
-
Spinta della gamba posteriore, a partire dall'avanpiede.
-
Sollevamento del piede anteriore, quel tanto che basta per
evitare l'attrito con il terreno durante lo spostamento ayumi ashi
-
Le anche effettuano un movimento rotatorio aprendosi in
ammi
-
Il braccio anteriore si distende in avanti
contemporaneamente alla rotazione del polso (classica dei colpi di
karate), il braccio posteriore rimane nella posizione di guardia.
-
Il braccio che ha colpito arretra ritornando nella
posizione iniziale, contemporaneamente le gambe effettuano un spinta in
dietro per uscire dalla distanza.
La parte che colpisce è il
seiken ovvero le prime due
nocche del pugno (indice e medio),
l'atemi è
jodan, ed in particolare il
mento.
La tecnica può essere effettuata in tre situazioni diverse:
- Kizami zuki di attacco
- Kizami zuki di anticipo
- Kizami zuki di rimessa
Nella tecnica di attacco è importante che il braccio
anteriore parta in modo improvviso. Lo spostamento delle gambe
precedentemente descritto, dovrà essere effettuato prima di partire con il
braccio, entrando preventivamente alla giusta distanza.
E' importante partire prima con la posizione per calcolare la giusta
distanza dall'avversario evitando così di colpire chi ci stà davanti mentre
si muove verso di noi, rischiando di non controllare la tecnica.
Nonostante l'esplosività della tecnica, è improbabile entrare senza prima
aver effettuato una finta. Le finte che più si adattano al Kizami
zuki sono quelle che stimolano la parata
chudan come il gyaku zuki.
L'anticipo di kizami zuki è una delle
tecniche di kumite più devastanti, è quindi necessario sviluppare un
controllo segmentario perfetto, per evitare di danneggiare l'avversario. Il
classico anticipo di Kizami zuki è sull'attacco gyaku zuki
chudan in guardia normale (entrambi sinistra o entrambi destra), le tecnica
dovrà partire appena si intuisce l'attacco avversario, effettuando una
rotazione tae sabaki dal lato del gyaku zuki, ed effettuando la distensione
del braccio prima dell'arrivo dell'attacco avversario.
Il kizami zuki di rimessa è forse quello
dei tre più facile e sicuramente meno pericoloso. La tecnica consiste nel
partire sulla fine dell'attacco avversario. Prendendo ad esempio un attacco
di gyaku zuki sinistro, chi subisce effettua una parata soto uke destro
mantenendo il proprio braccio a contatto con quello avversario, sul ritorno
dell'attacco il braccio che ha parato si distende contrattaccando
kizami zuki jodan destro; il braccio di chi attacca rimane
"incollato" a quello avversario fino al ritorno dello stesso, questo
principio è ben utilizzato da chi pratica kung fu e prende il nome di "mani
appiccicose".
Come allenare il Kizami
zuki:
Come tutte le tecniche di combattimento il primo gradino
dell'apprendimento consiste nella corretta esecuzione tecnica, eliminando
tutti i movimenti superflui, ed ottimizzando gli spostamenti sia degli arti
inferiori sia delle braccia;
Inizialmente si procederà con l'esecuzione del Kizami zuki
in khion per apprendere il movimento di base.
Solo a movimento assimilato si procederà al lavoro a coppie (sempre con le
protezione richieste):
- Nella prima fase il compagno manterrà una posizione statica e farà
semplicemente da bersaglio, eventualmente tenendo la mano in Gyaku (quella
arretrata) con il dorso del guantino appoggiato al mento. Le tecniche vanno
sempre effettuate alla massima velocità con il corretto
zanshin.
- La fase successiva sarà identica alla precedente con la sola differenza
che il compagno non sta fermo ma è in "movimento".
- L'evoluzione dell'esercizio precedente è che il compagno stimola l'attacco
con un movimento veloce in avanti (spostandosi sulle gambe e non piegando il
busto)
- Successivamente il compagno smette di essere passivo e contrattacca dopo
il contatto sulla mano con un
Uraken uchi, chi attacca, senza trascurare quanto precedentemente
acquisito, deve far attenzione ad uscire dalla distanza di attacco.
Oltre al lavoro precedente si dovrà sviluppare delle
sequenze tattiche di attacco o di difesa, abbinando delle finte o delle
situazioni spazio-temporali alla tecnica Kizami zuki:
Finta Gyaku zuki, attacco Kizami
zuki:
Effettuare un rotazione delle anche in Gyaku abbinata ad un
avvicinamento del piede anteriore molto rapida, sul ritorno delle anche da
gyaku a ammi spingere in avanti con la gamba posteriore e distendere il braccio
anteriore effettuando kizami zuki. Ovviamente la situazione
ideale è quella in cui l'avversario reagisce alla finta, o chiude con un
attacco, o arretra chiudendo la guardia.
Oltre che essere utilizzato in fase di attacco o in fase di
difesa, il Kizami zuki è un ottima finta da doppiare di
pugno o calcio. |